No, non è impossibile: il semplice trucco per rimuovere il gotelé dalle pareti senza ricorrere a professionisti

No, non è impossibile: il semplice trucco per rimuovere il gotelé dalle pareti senza ricorrere a professionisti

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Redatto da Giulia

11 Gennaio 2026

Dire addio al gotelé, quella finitura a rilievo che ha dominato le pareti di innumerevoli case per decenni, può sembrare un’impresa titanica riservata ai professionisti. Eppure, con la giusta preparazione e una buona dose di pazienza, trasformare una superficie ruvida e datata in una parete liscia e moderna è un progetto alla portata di chiunque. Questo processo non solo aggiorna l’estetica di un ambiente, rendendolo più luminoso e spazioso, ma ne aumenta anche il valore percepito. Sveliamo il metodo, passo dopo passo, per affrontare questa sfida del fai da te, dimostrando che con le informazioni corrette e gli strumenti adeguati, il risultato può essere impeccabile senza dover necessariamente ricorrere a un costoso intervento esterno.

Comprendere il gotelé: che cos’è e perché rimuoverlo

Definizione e storia del gotelé

Il gotelé è una tecnica di finitura delle pareti che consiste nell’applicare una pittura più spessa del normale, creando una superficie texturizzata e irregolare. Divenne estremamente popolare in Spagna e in altre parti d’Europa a partire dagli anni ’60, principalmente per la sua capacità di mascherare le imperfezioni dell’intonaco sottostante. Era una soluzione economica e rapida per i costruttori, che potevano così evitare lunghe e costose sessioni di rasatura e carteggiatura. Oggi, tuttavia, è spesso percepito come un elemento stilistico obsoleto, legato a un’estetica passata.

Tipi di gotelé: a base di tempera o plastica

Prima di iniziare qualsiasi lavoro, è fondamentale identificare il tipo di gotelé presente sulle pareti. Esistono principalmente due categorie, la cui differenza è cruciale per il metodo di rimozione.

  • Gotelé a tempera: È il tipo più antico e più facile da rimuovere. Essendo a base d’acqua, si scioglie e si ammorbidisce a contatto con l’umidità, rendendo la raschiatura relativamente semplice.
  • Gotelé plastico: Contiene vernici e resine sintetiche che lo rendono impermeabile e molto più resistente. La rimozione di questo tipo è più complessa e richiede prodotti specifici o tecniche alternative.

Un semplice test con acqua su una piccola area nascosta può rivelare la natura del rivestimento: se l’acqua viene assorbita, si tratta di tempera; se scivola via, è plastico.

Le ragioni estetiche e pratiche per un cambiamento

Le motivazioni per eliminare il gotelé sono molteplici. Dal punto di vista estetico, le pareti lisce conferiscono un aspetto più pulito, moderno e minimalista, ampliando visivamente lo spazio e offrendo una tela neutra per qualsiasi tipo di decorazione. A livello pratico, le superfici ruvide tendono ad accumulare più polvere e sporco, rendendo la pulizia più difficile. Inoltre, riparare fori o crepe su una parete a gotelé senza lasciare segni evidenti è quasi impossibile, così come applicare carta da parati o altre finiture decorative.

Una volta compresa la natura del rivestimento da affrontare e le valide ragioni per procedere, il passo successivo è equipaggiarsi con tutto il necessario per portare a termine il lavoro in modo efficiente e sicuro.

Gli strumenti necessari per rimuovere il gotelé

L’equipaggiamento di base per ogni metodo

Avere a portata di mano gli strumenti giusti è il primo passo verso un lavoro ben fatto. La lista non è eccessivamente lunga e la maggior parte degli attrezzi è facilmente reperibile in qualsiasi negozio di bricolage. È importante non lesinare sulla qualità, soprattutto per quanto riguarda gli strumenti di protezione individuale.

  • Spatole e raschietti di varie dimensioni, preferibilmente con manico ergonomico.
  • Un rullo da pittura o uno spruzzatore a pompa per bagnare le pareti.
  • Teli di plastica spessi per proteggere pavimenti e mobili.
  • Nastro adesivo di carta per fissare i teli e proteggere battiscopa e infissi.
  • Secchi, spugne e stracci per gestire l’acqua e la pulizia.
  • Una scala stabile e sicura.
  • Equipaggiamento di protezione individuale (EPI): guanti robusti, occhiali di sicurezza e una maschera antipolvere (essenziale durante la carteggiatura).

Prodotti specifici: quando e perché usarli

Se il test rivela la presenza di un gotelé plastico, l’acqua da sola non basterà. In questo caso, è necessario ricorrere a prodotti specifici. Esistono dei gel decapanti appositamente formulati per ammorbidire questo tipo di rivestimento. Si applicano a pennello o a rullo, si lasciano agire per il tempo indicato dal produttore e poi si procede alla raschiatura come per il gotelé a tempera. Sebbene più costosi, questi prodotti possono far risparmiare tempo e fatica.

Noleggio o acquisto: una valutazione dei costi

Per alcune fasi del lavoro, come la carteggiatura finale di grandi superfici, si potrebbe considerare l’uso di una levigatrice per pareti, nota anche come “giraffa”. Questo strumento rende il lavoro molto più rapido e meno faticoso. La domanda è: meglio acquistarla o noleggiarla ? Ecco un semplice confronto.

OpzioneProContro
AcquistoDisponibile per futuri progetti, costo ammortizzato nel tempo.Costo iniziale più elevato, necessità di spazio per riporla.
NoleggioCosto contenuto per un uso singolo, accesso a modelli professionali.Disponibilità limitata nel tempo, meno conveniente per lavori lunghi.

Con l’arsenale completo di attrezzi e prodotti, è il momento di preparare l’ambiente di lavoro. Una preparazione meticolosa è la chiave per un processo pulito e senza incidenti.

Passaggi preparatori prima di iniziare

Proteggere mobili e pavimenti

La rimozione del gotelé è un lavoro estremamente sporco. Frammenti di intonaco, polvere e acqua possono danneggiare irrimediabilmente arredi e pavimenti. La prima regola è sgomberare la stanza il più possibile. Ciò che non può essere spostato deve essere raggruppato al centro della stanza e coperto con teli di plastica spessi. Il pavimento va protetto integralmente con un altro telo, fissandolo lungo i bordi con il nastro di carta per evitare che si sposti.

La sicurezza prima di tutto: prese elettriche e interruttori

Lavorare con acqua vicino a fonti di elettricità è pericoloso. Prima di iniziare a bagnare le pareti, è imperativo staccare la corrente generale dell’abitazione dal quadro elettrico. Successivamente, è necessario smontare le placche di prese e interruttori e proteggere i meccanismi interni con diversi strati di nastro adesivo di carta, sigillandoli completamente per impedire l’ingresso di umidità e polvere.

Testare il tipo di gotelé

Anche se già menzionato, questo passaggio merita un’attenzione particolare perché determina l’intero approccio al lavoro. Scegliere un angolo poco visibile della parete e spruzzare una piccola quantità d’acqua. Attendere qualche minuto. Se la superficie si scurisce, assorbe l’acqua e si ammorbidisce al tatto, si tratta di un gotelé a tempera. Se l’acqua forma delle goccioline e scivola via, si ha a che fare con un gotelé plastico, che richiederà un approccio più aggressivo o l’uso di prodotti specifici.

Una volta che la stanza è stata trasformata in un bunker sigillato e sicuro e si conosce la natura del nemico, si può finalmente passare all’azione, scegliendo la strategia di attacco più adatta.

Metodi efficaci per eliminare il gotelé

Metodo 1: La tecnica dell’umidificazione per gotelé a tempera

Questo è il metodo più tradizionale e diretto. Consiste nel bagnare abbondantemente la parete con acqua tiepida usando un rullo o uno spruzzatore. È importante lavorare su sezioni di circa un metro quadrato alla volta per evitare che l’acqua si asciughi prima di poter intervenire. Dopo aver atteso 10-15 minuti, il gotelé si sarà ammorbidito a sufficienza. A questo punto, utilizzando una spatola tenuta con un’inclinazione di circa 30 gradi, si inizia a raschiare via il rivestimento con movimenti decisi ma controllati, dal basso verso l’alto. La chiave è non esercitare troppa pressione per non danneggiare l’intonaco sottostante.

Metodo 2: Affrontare il gotelé plastico

Se il gotelé è di tipo plastico, l’acqua non sarà sufficiente. Si presentano due alternative principali. La prima è l’utilizzo di un decapante chimico, come descritto in precedenza. Si applica il prodotto, si attende e si raschia. La seconda opzione, spesso preferita per evitare l’uso di sostanze chimiche, è quella di coprire direttamente il gotelé. Questo si fa applicando uno strato di stucco da rinnovamento (o rasante) specifico, che permette di livellare la superficie e inglobare la vecchia finitura. Richiede più passate e una buona manualità, ma evita la faticosa e polverosa fase di raschiatura.

Confronto dei metodi: pro e contro

La scelta del metodo dipende dal tipo di gotelé, dal budget e dalla propria manualità. Ecco una tabella riassuntiva.

MetodoDifficoltàCostoDisordineIdeale per
Umidificazione e raschiaturaMedioBassoMolto elevato (umido)Gotelé a tempera
Uso di decapanteMedio-altoMedioElevato (chimico)Gotelé plastico resistente
Copertura con rasanteAltoMedio-altoMedio (polvere da carteggio)Gotelé plastico, pareti irregolari

La rimozione della texture è un traguardo importante, ma il lavoro non è ancora finito. La fase successiva è cruciale per ottenere quella finitura liscia e professionale che si desidera.

Trucchi per un risultato liscio e uniforme

La fase di stuccatura: correggere le imperfezioni

Indipendentemente dal metodo di rimozione, la parete sottostante presenterà quasi certamente piccoli solchi, graffi e imperfezioni. È qui che entra in gioco lo stucco (o rasante). Con una spatola larga, si applica uno strato sottile e uniforme di prodotto su tutta la superficie, riempiendo ogni difetto. Potrebbero essere necessarie due o più mani, lasciando asciugare completamente tra una e l’altra, per ottenere una base perfettamente liscia.

L’importanza della carteggiatura

Una volta che lo stucco è completamente asciutto, è il momento della carteggiatura. Questo passaggio, sebbene noioso e polveroso, è fondamentale per eliminare ogni minima irregolarità. Si inizia con una carta vetrata a grana media (es. 120) per rimuovere i difetti più grandi, per poi passare a una grana fine (es. 180 o 220) per la finitura. L’uso di una levigatrice orbitale o di una “giraffa” può accelerare notevolmente il processo e garantire un risultato più omogeneo. È essenziale indossare una maschera FFP2 o FFP3 durante questa fase.

Applicare il primer: il segreto per una finitura perfetta

Molti saltano questo passaggio per risparmiare tempo, ma è un errore. Dopo la carteggiatura, la parete è porosa e assorbirebbe la pittura in modo non uniforme. L’applicazione di una mano di primer (o fissativo) sigilla la superficie, crea una base di adesione ideale per la vernice e assicura un colore finale omogeneo e brillante. Questo garantisce una finitura professionale e duratura.

Con le pareti finalmente lisce, preparate e pronte per essere dipinte, l’ultimo passo è assicurarsi che rimangano tali nel tempo, proteggendo l’investimento di tempo e fatica.

Mantenere le nuove pareti lisce

Scelta della pittura giusta

La scelta della vernice finale ha un impatto sulla durabilità e sulla manutenzione delle pareti. Le pitture lavabili o superlavabili sono ideali perché creano un film protettivo che resiste allo sporco e permette una pulizia facile senza danneggiare il colore. Per quanto riguarda la finitura, una vernice opaca (mat) tende a nascondere meglio le piccole imperfezioni residue, mentre una finitura satinata o lucida, pur essendo più resistente, le metterebbe in risalto.

Pulizia e manutenzione ordinaria

Mantenere le pareti lisce è molto più semplice che pulire il gotelé. Per la polvere, è sufficiente un panno morbido o un piumino. Per piccole macchie, si può usare una spugna morbida inumidita con acqua e un detergente neutro. È importante evitare prodotti abrasivi o spugne ruvide che potrebbero graffiare la superficie. Intervenire tempestivamente sulle macchie ne facilita la rimozione.

Come riparare piccoli graffi e urti

Nonostante tutte le precauzioni, piccoli danni possono accadere. La buona notizia è che riparare una parete liscia è semplice. Per un piccolo graffio o un buco, basta applicare una piccola quantità di stucco, lasciarlo asciugare, carteggiare delicatamente con carta vetrata fine e ritoccare con la stessa pittura usata per la parete. Conservare sempre un barattolo di vernice avanzata è un’ottima abitudine per questi piccoli interventi.

Rimuovere il gotelé è senza dubbio un progetto impegnativo che richiede tempo e dedizione, ma è tutt’altro che impossibile. Seguendo una metodologia precisa, dalla corretta identificazione del materiale alla meticolosa preparazione della stanza, fino alla paziente fase di rasatura e finitura, è possibile trasformare radicalmente l’aspetto della propria casa. La stuccatura, la carteggiatura e l’applicazione del primer sono passaggi non negoziabili per ottenere una superficie impeccabile. Il risultato finale, una parete liscia e moderna, è la ricompensa più grande per tutto lo sforzo impiegato.

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